L'incontro di Maria con Elisabetta, conclude le due annunciazioni a Zaccaria e a Maria narrate domenica scorsa. In questa scena è descritto meravigliosamente come Dio viene nella storia.

Maria, dal nord della Galilea si mette in viaggio verso il sud della Giudea e Luca ci presenta Maria come una donna decisa, forte, coraggiosa che intraprende un lungo viaggio «in fretta», perché l'amore ha sempre fretta, non sopporta ritardi.

«Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo ed Elisabetta fu colmata di Spirito Santo». Giovanni, dal grembo materno, riconosce fin dall'inizio che è proprio questo bambino Colui che deve venire ed Elisabetta esclama: «A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?». A questo punto sorge una domanda: come faceva Elisabetta a sapere che Maria era incinta del figlio di Dio? Dietro questa evidente incongruenza c'è un principio teologico bellissimo: lo Spirito, e non il semplice sguardo umano, permette di vedere oltre. Solo con gli occhi della fede possiamo scrutare i passi di Dio nella storia degli uomini.

La prima parola di Elisabetta è una benedizione: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!». Ogni dialogo dovrebbe iniziare sempre con una benedizione. Dire a qualcuno “ti benedico” significa guardarlo con stupore, vedere il bene in lui. «E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore»: ecco la prima beatitudine del Vangelo. La beatitudine di Maria è l'abbattimento della separazione tra fede e vita. Fatichiamo, a volte, riconoscere i passaggi di Dio nella nostra storia. Come facciamo a capire se il Signore ci visita? L'incontro con Dio cambia il nostro sguardo sulle persone, sul mondo e sulla vita. Abbiamo bisogno di riannodare i fili della fede e della vita.               

Al termine di questo incontro, Maria esplode con il Magnificat che è il suo vangelo. In queste parole, che la Chiesa mette sulle labbra del cristiano ogni sera, possiamo intuire la storia di Maria e del suo abbandono. Per dieci volte Maria ripete: è Lui che guarda, che innalza, che riempie. È Lui l'onnipotente che fa grandi cose, che opera meraviglie.

Dio viene, continua a venire nel modo più inatteso. Siamo pronti ancora a stupirci?

                                                                                                    don Franco Bartolino

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