L'evangelista Luca, nella liturgia di quest’oggi, Festa del battesimo del Signore, descrive Gesù nel momento in cui si reca al Giordano da Giovanni. Il suo battesimo, però, è completamente diverso dal nostro.

 Giovanni chiama tutti a un deciso cambiamento di vita; egli pratica un battesimo di conversione per la remissione dei peccati, un'immersione nelle acque del Giordano. Attirati dalla sua predicazione, anche i pubblicani, peccatori pubblici, vengono da lui per farsi battezzare. In fila con loro, che si recano dal Battista confessando i propri peccati, c'è Gesù, che non ha bisogno di ricevere il perdono dei peccati, la sua presenza ha il solo scopo di farci comprendere quanto Dio sia vicino a noi. Il suo mettersi in fila con l'umanità peccatrice, dimostra che la salvezza appartiene a tutti perché lui stesso, Agnello di Dio, prende su di sé i peccati di tutti. Il gesto del Signore è profetico: l'immersione prefigura la sua morte, l'emersione annuncia la sua risurrezione.

Oggi al Giordano accogliamo in tutta la sua pienezza la rivelazione dell’amore di Dio per la nostra umanità. Ciò avviene mentre si squarcia quello spiraglio di «cielo» (Lc 3,21) che la preghiera di Gesù rende non più un ambito chiuso e riservato alla vita divina, ma lo spazio del dono reciproco tra il Creatore e le sue creature.

Dopo il Battesimo, nel momento in cui il Signore Gesù risale da quell' acqua, carica dei peccati dell'umanità, avviene la manifestazione di Dio. L'evangelista annota: «mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: "Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento"».

 Luca presenta tre avvenimenti straordinari: il cielo si apre, scende lo Spirito Santo in forma di colomba e si ode una voce dal cielo. È questa l'investitura pubblica di Gesù come Messia.

La sua missione è quella di rivelare il vero volto del Padre nell’elargire la sua misericordia verso i peccatori. Era difficile pensare che Dio amasse i peccatori, ma perché non vi fossero dubbi in proposito, Gesù l’ha mostrato più volte nella sua vita pubblica. Infatti lo troveremo sempre, durante la sua missione e predicazione, in mezzo ai peccatori, per portare tra loro l'amore e la misericordia del Padre.

Lo Spirito che scende visibilmente su Gesù dimostra che Egli lo guiderà nei suoi gesti e nelle sue scelte secondo il progetto del Padre, che conferma il suo amore totale per il Figlio e il suo compiacimento per la sua obbedienza, che inizia con la missione pubblica.

Raccontando il battesimo di Gesù, Luca riporta questo particolare meraviglioso: il cielo si apre e discende lo Spirito Santo. Anche noi abbiamo bisogno di fare questa esperienza nella nostra vita. La buona notizia di questa domenica possiamo rintracciarla proprio qui: il cielo si apre sopra i nostri deserti e le nostre notti, Dio stesso ci raggiunge, decide di non lasciarci soli, continua a dirci che siamo figli e figlie amati, nati per qualcosa di grande.

  Questa festa, che conclude il tempo di Natale, ci aiuta a ripensare al nostro Battesimo. Che cosa è per noi? Siamo disposti a narrare l'amore misericordioso di Dio nella nostra realtà concreta, attraverso gesti di prossimità e di condivisione, con coloro che soffrono e sperano in un mondo migliore?

                                                                                                                             sr Annafranca Romano

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