C’è un filo unico che sorpassa e lega le letture di questa domenica: l’essere umano davanti a Dio che prende coscienza della grande distanza tra la santità di Dio e la condizione dell’uomo peccatore. L’uomo che ha la coscienza delle sue radici corrotte, come Isaia: «Ohimè! Io sono perduto, perché un uomo dalle labbra impure io sono e in mezzo a un popolo dalle labbra impure io abito»; o delle sue ideologie distorte, come Paolo: «Io infatti sono il più piccolo tra gli apostoli e non sono degno di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di Dio»; o semplicemente l’uomo che si ritiene già abbastanza soddisfatto nella sua quotidianità, come Pietro: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore».

Ma in tutte tre, spunta una nuova coscienza di sé dall’esperienza della grazia, della scelta divina, della fiducia  del Signore sull’essere umano: «Prendi il largo e getta le vostre reti per la pesca»; «Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto»; «Chi manderò e chi andrà per noi?». 

Differentemente dal potere del mondo che schiaccia i deboli e i piccoli, il potere e la grandezza di Dio, al contrario, mette in evidenza quella parte nascosta di ognuno di noi, quel dono in potenza tante volte sconosciuto o di poco conto: «Eccomi, manda me!»; «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».

Una potenza che è trasmessa dall’autorità divina, un messaggio che non è futto di elaborazione di una mente fantástica, ma  passaggio di un potere che non si serve degli altri ma si mette a disposizione, a servizio di Uno per tutti: «a voi ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto».

Questa é la forza della profezia e la garanzia del discepolo missionario che ormai sa che puó fidarsi soltanto dalla Parola del Signore: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti».

Andiamo anche noi e facciamo lo stesso! Prendiamo il largo dei nostri orizzonti, non importa a quali dimensioni ci incontriamo, importa solo scommettere sul Dio che ci parla, si fida di noi e ci invia.

                                                                                                   suor Maria Aparecida

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