"Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno".

È con queste parole di incoraggiamento che il Signore ci prepara per accogliere la realtà del Regno di Dio…Mentre proviamo giorno dopo giorno la nostra debolezza personale, ma anche la debolezza dell'Umanità. Infatti, viviamo anche noi nella notte delle incertezze planetarie che mettono a dura prova la nostra fede.Ma proprio qui il paradosso: la fede è la realtà del credere esattamente quando tutto dice di non credere. Quindi siamo già beati per la Fede, sulla scia dei nostri padri ,che "per fede" si sono fidati di Dio  e nella fede hanno visto il compiersi delle Sue promesse (cfr. Eb 11, 1-2.8-19).

Ecco allora le parole di esortazione di Gesù che accompagnano le parole di incoraggiamento: "Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore. Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito" (cfr. Lc 12, 32-48).

La fede dunque attiva, vigilante, operosa, mossa non da interessi, precetti o preconcetti, ma libera, lieve, povera. La nostra fede anzitutto è sostenuta dalla fedeltà di Dio che sempre si fida di noi affidandosi i suoi beni più cari, chiedendoci semplicemente di avere cura dei suoi piccoli.

Ecco che la fede cristiana è allora vigilanza d'amore: amore che vigila nell'attesa della venuta del Signore, che vieni sempre; amore che si prende cura, senza calcolo e senza riserve; amore gioioso, anche nel sacrificio, fedele della fedeltà di Dio.

 "I figli santi dei giusti offrivano sacrifici in segreto e si imposero, concordi, questa legge divina: di condividere allo stesso modo successi e pericoli, intonando subito le sacre lodi dei padri" (Sap 18, 3.6-9).

                                                                                                                                           suor Maria Aparecida da Silva

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