Davanti alla realtà che stiamo vivendo sembra proprio che la Liturgia di questa Domenica ci presenti le domande  e le preghiere di tutti noi, attraverso la voce del profeta Abacuc (Ab 1,2-3;2,2-4): « Fino a quando, Signore, implorerò aiutoe non ascolti, a te alzerò il grido: «Violenza!»e non salvi? Perché mi fai vedere l’iniquità
e resti spettatore dell’oppressione?
Ho davanti a me rapina e violenza e ci sono liti e si muovono contese».  

Ma ancora  il Signore ci ricorda che il cristiano non è mero spettatore della Storia, anzi, proprio perché  cristiano deve “rimboccare le vesti e metterci  a servizio” del Regno (cfr. Lc 17,5-10) che tutt’ora soffre violenza in questo mondo violento. E non è da cristiani il piangersi addosso, poiché la Chiesa è un piccolo gregge o un semplice granellino di senapa, no! La fede ci dice che le promesse di Dio nella Storia, gravida del Suo Regno, si compiono sempre e non si inquadrano nei  calcoli umani che si lasciano impressionare solo quando vedono grandi risultati.

La fede della Chiesa e nella Chiesa è qualcosa di più grande perchè è dono dall’Alto, è forza dello Spirito, è speranza creatrice di un mondo in costante gestazione. «Scrivi la visione e incidila bene sulle tavolette,
perché la si legga speditamente.
È una visione che attesta un termine, parla di una scadenza e non mentisce; se indugia, attendila, perché certo verrà e non tarderà. Ecco, soccombe colui che non ha l’animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede».

Ecco perché anche Paolo ricorda a Timoteo (cfr. 2Tm1, 6-8.13-14) e ad ogni credenti, la necessità di “ravvivare il Dono di Dio senza vergognarci di rendere testimonianza” ,  che è Lui, l’Unico Signore della Storia, anche se non sono pochi i signori nella Storia che si credono di essere dio.

Come servi inutili, perché sappiamo che tutto è Dono, chiediamo umilmente e saggiamente a Gesù che aumenti la nostra fede e custodisca la nostra speranza, affinché, con l’aiuto dello Spirito Santo che abita in noi,  possiamo darci da fare per sprigionare l’Umanità rigenerandola con “la fede e la carità che sono in Cristo”.

 «Quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”.

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