Subito dopo la contemplazione del Mistero di Dio fatto Bambino nella mangiatoia a Betlemme, siamo invitati a riflettere sulla Sua presenza salvifica nella Storia. La Liturgia di questa seconda Domenica vuole allargare e stendere i nostri sguardi chiamandoci ad accogliere la Sapienza di Dio che crea e regge l’universo e l’intero Creato  inchinandosi soprattutto sull’essere umano fino a “diventare” uno di noi. E’ quindi il Cristo, punto di partenza e riferimento necessario e imprescindibile per la nostra realizzazione e santificazione.

Paolo non ha timore ne riserve nel sognare questa nostra umanità ormai rigenerata a vita nuova. Con uno sguardo penetrante riesce a vedere la profondità e l’estensione della Salvezza realizzata  in Cristo per ogni generazione sin dall’inizio e fino alla fine dei tempi, anzi, “In lui il Padre ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità
, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo” (Ef 1,3-6.15-18).

 “Ha posto la sua dimora fra noi” e non se né andato mai più! Lo vediamo e lo sentiamo nello spezzare il Pane della Parola e dell’Eucaristia in mezzo ad ogni comunità cristiana; lo incontriamo per strade, lo amiamo nei prossimi più prossimi e lo desideriamo come pace per tutti. Egli sta’ sempre lì, dove qualcuno estende la mano per perdonare, liberare, curare, alzare dalla terra, dall’isolamento e dall’indigenza.

E’ nascosto tra gli invisibili dei nostri quartieri, nell’azioni dei volontari e dei medici di frontiere e nella vita consacrata che in ogni parte del mondo, silenziosamente si fa preghiera e donazione, mantenendo il passo tra istituzione e profezia.

 Dispersi e abituati che siamo alle apparenze e all’immediato, forse non sempre riusciamo a comprendere l’ampiezza di questo mistero che accade dentro di noi e dentro della Storia, forse per questo già l’autore sacro riesce a capire che non saremo in grado di rispondere a tono alle meraviglie di Dio, per cui dice: “La sapienza fa il proprio elogio, in Dio trova il proprio vanto, in mezzo al suo popolo proclama la sua gloria. Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi ha creata, per tutta l'eternità non verrò meno” (Sir 24,1-4.12-16).

Non ci resta che rimanere come i piccoli del Vangelo: con gli occhi spalancati e la boca aperta, meravigliati per quello che ci accade. E così deve essere davanti alla pagina del Vangelo di questa Domenica, così solenne, al quale ogni commento non serve:

«In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me».
Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato (Gv 1,1-18)».

                                                                                                 Suor Maria Aparecida

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