Luca racconta la condivisione dei pani e dei pesci pensando alla celebrazione eucaristica delle prime comunità. Tutto avviene mentre scende la sera; probabilmente la comunità di Luca celebrava l'Eucaristia domenicale proprio la sera: come non pensare al protagonista dell'episodio dei discepoli di Emmaus? Ma è sera e c'è un problema: dove far mangiare tutta questa gente? Mentre le folle seguono Gesù, i dodici gli sono lontani, gli si devono avvicinare, ma lo fanno per un motivo sbagliato: invitano Gesù letteralmente a “mandare via la gente”, anche se non si dice che la gente si fosse stancata di ascoltare Gesù.

Gesù osserva la folla che è lì per Lui, ha fame di Lui e non si gira dall'altra parte ma chiede ai dodici di dargli una mano. Gli apostoli, come noi, attendono da Dio una soluzione e invece chiede a loro di risolvere il problema: e come sempre Gesù spiazza tutti: «Voi stessi date loro da mangiare». È una frase dal doppio senso: da una parte invita gli apostoli a sfamare quella gente; dall'altra ricorda che l'unico vero dono nella vita è dare sé stessi: date “voi stessi” a queste persone. Possiamo dare le nostre cose, il nostro tempo, ma l'unico vero dono è dare sé stessi, fare della propria vita un dono perché è l'unica cosa che dà valore alla vita di un uomo.

Di per sé è una richiesta illogica: gli apostoli hanno soltanto cinque pani e due pesci. Illogica per chi non ha fede, per chi non ragiona con il cuore che è l'unico modo per condividere anche ciò che non si ha. Gesù non moltiplica, non compie un gesto magico. Il vero miracolo è la condivisione, è il pane spezzato che sazia la fame di chi ascolta la Parola. Gesù non calcola secondo i nostri criteri; Egli prende, benedice, spezza e dona: sono i verbi dell'Eucaristia che indicano la circolarità dell'amore.

Luca ricorda alla sua comunità e a noi, che non siamo i proprietari di questo pane, ma solo servi e non sta a noi decidere chi è degno di partecipare a questa mensa, a noi spetta solo distribuire. Ecco il senso della moltiplicazione: più si condivide più le cose si moltiplicano. Se ognuno fa la sua parte, l'impossibile diventa possibile. Penso a tutte le risorse che ci sono nelle nostre comunità e se mettessimo in circolo ciò che sappiamo fare? Mentre la società tende ad isolare, il vangelo spinge a condividere.

Gesù deciderà di rimanere in mezzo a noi, nel segno fragile e quotidiano del pane. Sarebbe potuto rimanere in mille modi, magari lasciandoci un segno potente e inequivocabile della sua presenza in modo da convincere tutti anche i più dubbiosi, invece no: non sarebbe stato nel suo stile. Tutto il Suo corpo, la Sua storia, la Sua vita appassionata d'amore sono lì, in quel fragile pezzo di pane, da mangiare, da contemplare, da custodire.

                                                                                                                                                don Franco Bartolino

Commenti  

# Chantal 2022-06-25 09:20
Wow! In the end I got a website from where I know how to truly get useful facts concerning
my study and knowledge.

Take a look at my webpage ... Article sponsorisé: https://www.afrique-54.com
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione

Aggiungi commento

Inviando un commento accetti le politiche di privacy di piccolemissionarie.org
Informativa sulla privacy


Codice di sicurezza
Aggiorna

Su di noi

Nel nostro nome "Piccole Missionarie Eucaristiche" è sintetizzato il dono di Dio alla Congregazione. Piccole perchè tutto l'insegnamento di Madre Ilia sarà sempre un invito di umiltà, alla minorità come condizione privilegiata per ascoltare Dio e gli uomini.
80124 Bagnoli, Napoli
[+39] 0815702809
suorepme@piccolemissionarie.org

Privacy Policy

Privacy Policy

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter